Posts Tagged ‘nutrizione’

Minerali, iodio e proteine per stare bene

mercoledì, maggio 16, 2012 @ 09:05 AM

 

Nel 2050 potremmo essere in 9 miliardi ad affollare il nostro piccolo pianeta blu, il colore dell’acqua che ricopre la Terraper più del 70%. Un’immensa massa, fonte di risorse future, anche alimentari e terapeutiche. La prima risorsa è l’acqua per bere, anche se deve essere adeguatamente trattata, prima di diventare potabile. La seconda è il sale, elemento essenziale per la vita, tanto che il cloruro di sodio è diventato “il sale” per antonomasia. Conosciuto ed estratto dal mare dall’alba dei tempi serve per insaporire e conservare gli alimenti (ostacola la vita organica). Se è iodato è ancora meglio perché fornisce “benzina” alla tiroide per la produzione dei suoi ormoni così importanti per la regolazione del metabolismo, per l’accrescimento dei bambini e per le donne in gravidanza.
Ma il vero scrigno dello iodio sono pesci e crostacei: è questo il motivo per cui i vegetariani “stretti” possono rischiare di sviluppare un gozzo (tiroide che aumenta di dimensioni per scarso apporto di iodio). In fondo al mare ci sono soprattutto le proteine dei pesci (dalle castagnole allo squalo balena), dei crostacei (dai granchi alle granseole), dei molluschi (dalle vongole ai polpi) fino a quelle di molte specie di alghe commestibili. Dal punto di vista nutrizionale il pesce è un buon alimento: la percentuale di proteine varia tra il 15 e il 25%, ha modesta quantità di lipidi, una minima percentuale di glucidi. Il resto è acqua.

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L’ipotesi annunciata dal ministro Balduzzi: introito di 250 milioni di euro all’anno e non crea problemi ai consumatori.

L’idea del ministro della Salute Balduzzi per arginare i problemi causati dal “cibo spazzatura” è una tassa di tre centesimi su ogni bottiglietta di aranciata, gassosa o altre bevande gassate e zuccherate da 33 cl. 3 cent. per ogni lattina o bottiglietta porterebbe nelle casse dello Stato 250 milioni di euro l’anno, spendibili in campagne di prevenzione e promozione dei corretti stili di vita oltre che di interventi ad hoc in campo sanitario. Un prelievo di soli 3 centesimi, ha aggiunto il ministro, non crea problemi ai consumatori né ai produttori e manda un segnale all’opinione pubblica di attenzione per un problema sottovalutato dalle famiglie, visto che metà dei nostri ragazzi consuma troppe bevande gassate e zuccherate.

Si tratta semplicemente di un’ipotesi allo studio, aperta alla discussione – ha sottolineato Balduzzi, che ha dunque escluso almeno per il momento l’introduzione di una tassa su alcuni alimenti poco sani-.“Nelle leggende metropolitane nazionali è uscito anche che avrei intenzione di tassare Nutella e cotechino. Faccio notare che ci potrebbero essere anche dei profili problematici, nell’ipotesi in cui un responsabile pubblico si mettesse in testa di attaccare alcune delle qualità del nostro Paese. Altro discorso, e abbiamo già avviato un tavolo con produttori e ministero Agricoltura, è riuscire a fare un accordo con i produttori per diminuire alcune percentuali nei cibi, per esempio i famosi grassi saturi. Ma questo è tutto un altro discorso, che non può essere fatto con la leva fiscale, bensì con un accordo mirato.” Leggi tutto…

La cucina di Serena: Sfogliatine alle mele

venerdì, maggio 11, 2012 @ 09:05 AM

La pasta sfoglia unita alle mele è un’ accoppiata spesso utilizzata in pasticceria per realizzare moltissime preparazioni, riscuotendo sempre un notevole successo. Le sfogliatine alle mele sono estremamente veloci e semplici da realizzare, specialmente se per prepararle utilizzerete della pasta sfoglia già pronta!

 Ingredienti per 4 sfogliatine

1 bustina di gelatina per dolci

2 cucchiai di marmellata di pesche Leggi tutto…

La cucina di Serena: un tiramisu’ dietetico

mercoledì, maggio 2, 2012 @ 09:05 AM

L’estate si avvicina e la maggior parte di noi sta correndo ai ripari per tamponare e risolvere i danni derivanti dall’alimentazione ipercalorica del freddo inverno appena passato.

A detta, però, dei migliori nutrizionisti la dieta non deve mai essere drastica e fatta esclusivamente di privazioni; gli sfizi, i peccati di gola e gli extra qualche volta bisogna concederseli.

Noi vi proponiamo, dunque, la rivisitazione della ricetta di uno dei dolci più classici della tradizione italiana: il tiramisù!

Al posto della crema al mascarpone utilizzeremo la ricotta e invece dei savoiardi i più leggeri pavesini. Ne verrà fuori un dolce delicato, leggero e gustoso e soprattutto privo di sensi di colpa!

Ingredienti

300 gr di Ricotta
75 gr di Zucchero Semolato
75 gr di Zucchero a Velo
3 Uova
300 gr di biscotti Pavesini
Caffè Zuccherato
Cacao in Polvere per guarnire

Procedimento

Con le fruste elettriche montare la ricotta con lo zucchero. Quando la ricotta sarà diventata una crema quasi spumosa aggiungere uno alla volta i tuorli d’uovo conservando gli albumi e continuando a mescolare. Aggiungere gli albumi montati a neve con lo zucchero a velo. Incorporare delicatamente gli albumi alla crema di ricotta facendo attenzione a non smontarla.

Bagnare leggermente i biscotti con il caffè zuccherato, disporli in un recipiente alto almeno5 cm, ricoprirli con la crema e proseguire così fino ad esaurimento degli ingredienti. Cospargi con il cacao in polvere e servire il dolce ben freddo dopo averlo fatto riposare per alcune ore in frigo.

Allarme origano cangerogeno

mercoledì, maggio 2, 2012 @ 09:05 AM

Non solo una spezia della cucina mediterranea, essenziale per la pizza ‘marinara’ e per tanti altre pietanze. Nell’origano si nasconderebbe infatti una sostanza killer per le cellule del cancro alla prostata. E’ quanto emerge da un nuovo studio condotto da ricercatori della Long Island University 1 (Liu), che viene presentato oggi a Experimental Biology 2012 2, in corso a San Diego, negli Stati Uniti. 

Il team di Supriya Bavadekar, farmacologo della Liu, sta testando un componente dell’origano, sulle cellule del cancro alla prostata. I risultati della ricerca dimostrano che il composto induce l’apoptosi – ovvero il ‘suicidio cellulare’ – in questi bersagli. I ricercatori stanno cercando di capire in che modo la sostanza induca le cellule tumorali a suicidarsi. “Sappiamo che l’origano possiede virtù anti-batteriche e anti-infiammatorie, ma i suoi effetti sulle cellule tumorali davvero elevano questa sostanza ai livelli di una super-spezia come la curcuma”, dice Bavadekar.

Il tumore della prostata è uno dei tumori più diffusi nella popolazione maschile e rappresenta circa il 15 per cento di tutti i tumori diagnosticati nell’uomo. Le stime parlano di poco più di 23.500 nuovi casi ogni anno in Italia, ma il rischio che la malattia abbia un esito nefasto non è particolarmente elevato, soprattutto se si interviene in tempo.

Anche se il lavoro è ancora in una fase preliminare, i primi dati sono giudicati estremamente promettenti dagli scienziati. “Un vantaggio significativo è che l’origano è usato comunemente negli alimenti”, spiegano i ricercatori, dunque questo potrebbe tradursi in una “diminuzione del rischio di gravi effetti tossici” usando questa sostanza come un’arma anti-cancro. “Alcuni ricercatori hanno in precedenza dimostrato che mangiare la pizza può ridurre il rischio di cancro. Un effetto in gran parte attribuito al licopene che si trova nella salsa di pomodoro, ma ora penso che anche l’origano”, indispensabile nella pizza ‘marinara’, “possa giocare un ruolo” nella lotta alle neoplasie, dice Bavadekar . “Se lo studio continuerà a dare risultati positivi, questa super-spezia può rappresentare un approccio molto promettente per aiutare i pazienti con cancro alla prostata”.

Il fallimento delle diete alla moda

lunedì, aprile 16, 2012 @ 08:04 AM

Si può barare nel gioco, in amore, persino sul lavoro. Ma quando si è soli davanti alla bilancia non c’è trucco che tenga. L’improvvisazione non vale, nessun last minute arriverà in nostro soccorso. Questa volta a bocciare le diete in stile “ultima spiaggia” è uno studio condotto a Boston dal Beth Israel Deaconess Medical Center e dalla Harvard Medical School. Secondo i ricercatori, a fronte di un’offerta sempre più varia di diete particolari e prodotti dimagranti, il modo migliore per perdere peso resta quello più antico: combinare l’esercizio fisico alla riduzione dell’apporto calorico. Le scorciatoie, in questo campo, non servono a nulla. Anzi, rischiano di produrre più danni che altro. Il consiglio, dunque, è di lasciar perdere sia la dieta alla rucola (il regime a cui si è auto-condannata Victoria Beckham) sia quelle senza glutine e lattosio (l’ultima moda tra le star di Hollywood, che vi ricorrono anche in assenza di particolari esigenze mediche). E di guardare sempre con occhio critico i tanti prodotti dimagranti (bibitoni o pasticche che siano) che affollano gli scaffali di supermercati e farmacie, promettendo risultati miracolosi in poche settimane. I veri “loosers”, come emerge dallo studio pubblicato sulla rivista American Journal of Preventive Medicine, sono proprio loro, con l’aggravante di farci perdere tempo e denaro. Banco di prova dei ricercatori di Boston è stata la comunità degli obesi, le persone più esposte al richiamo di queste “sirene”. Jacinda M. Nicklas e colleghi hanno analizzato i dati di 4.021 persone obese che avevano partecipato, tra il 2001 e il 2006, a un programma governativo chiamato “National Health and Nutrition Examination Survey”. L’indagine, condotta dal Centers for Disease Control and Prevention, si era svolta su persone dai vent’anni in su con un indice di massa corporea pari o superiore a trenta (dunque già nella prima fascia dell’obesità). Leggi tutto…

La cucina di Serena: la pastiera napoletana

giovedì, aprile 5, 2012 @ 09:04 AM

Oggi, giovedì santo, è il giorno di preparazione della pastiera. Il dolce pasquale per eccellenza, di antica origine partenopea, è una torta di pasta frolla ripiena di un impasto formato da ricotta, grano bollito, uova, spezie e canditi. Secondo tradizione, si prepara il giovedì o il venerdì prima del pranzo pasquale poiché, riposando, gli aromi tendono ad amalgamarsi, il dolce si compatta a dovere ela Pasquadiventa una vera e propria festa anche per il palato!

 Ingredienti per il ripieno

 25 gr di acqua di fiori d’arancio

50 gr di arance candite

30gr di burro

1 cucchiaino di cannella

50 gr di cedro candito

250 gr di grano cotto

200 gr di latte

scorza grattugiata di 2 limoni

350 gr (totali) di ricotta di pecora e di mucca

2 uova intere + 2 tuorli

1 bustina di vanillina

350 gr di zucchero

 Per la pasta frolla del peso di 550 gr circa: Leggi tutto…

‘Naturale’ non significa sicuro

venerdì, marzo 30, 2012 @ 09:03 AM

 ’Naturale’ non significa sicuro”, è questo ciò che scrive il Ministero della Salute in un documento messo a punto dalla commissione unica per la dietetica e la nutrizione. ”Certi prodotti vanno di moda, ma  non curano nulla e possono avere effetti negativi; soprattutto per bambini, donne incinte o in allattamento”. La raccomandazione è quella di consultare sempre e comunque il medico di fiducia.

I genitori italiani devono fare attenzione alle tisane, agli infusi e in generale agli integratori alimentari “naturali”: 

“I prodotti presentati come ‘naturali’ – sottolinea il ministero con toni piuttosto decisi – soprattutto di derivazione vegetale, stanno riscuotendo un crescente interesse presso il pubblico, con un consumo che coinvolge in modo significativo anche bambini nella prima infanzia e donne in gravidanza o durante l’allattamento. E’ bene precisare – si legge nel documento – che i prodotti in questione, riconducibili ad alimenti a base vegetale come tisane o integratori, non hanno e non possono avere alcuna finalità di cura. Il loro ruolo può essere quello di favorire fisiologicamente le funzioni dell’organismo nell’intento di ottimizzarne il normale svolgimento. Funzioni alterate in senso patologico – avverte il ministero – richiedono sempre il controllo e l’intervento del medico, con la prescrizione all’occorrenza dei presidi terapeutici più indicati nel caso specifico per il recupero delle condizioni di normalità”. Leggi tutto…

Il sogno dei golosi: il cioccolato fa dimagrire!

giovedì, marzo 29, 2012 @ 09:03 AM

Basta con i sensi di colpa, finalmente una buona (in tutti i sensi) notizia per i perennemente a dieta: all’ University of California di San Diego un gruppo di ricercatori ha dimostrato che chi consuma regolarmente prodotti a base di cacao tende ad avere un indice di massa corporea più basso rispetto alla media. Secondo i ricercatori, in particolare, mangiare cioccolata almeno due volte alla settimana potrebbe ridurre il deposito di grassi, innescando un (misterioso) meccanismo di assottigliamento del girovita.

“Il cioccolato ha già dimostrato di avere effetti positivi sulla pressione sanguigna, sulla sensibilità all’insulina e sui livelli di colesterolo”, ha spiegato Beatrice A. Golomb, principale autrice dell’articolo pubblicato sulla rivista Archives of Internal Medicine .

Di qui l’idea che anche l’indice di massa corporea (Bmi, il rapporto tra il peso in chili e il quadrato dell’altezza in metri) potesse trarre qualche beneficio dal consumo di un alimento troppo a lungo demonizzato. “Il Bmi è uno dei tasselli che compongono la sindrome metabolica (MetS), patologia caratterizzata da un elevato rischio cardiovascolare e nella quale concorrono diversi fattori”, ha precisato la ricercatrice.

“Per il nostro studio – dice ancora la Golomb – siamo partiti dall’osservazione che alcuni di questi fattori si associano positivamente a un modesto consumo di cioccolato. Così abbiamo messo alla prova la nostra ipotesi, scandagliando il rapporto tra dosi di cioccolata e indice di massa corporea”.

Golomb e colleghi hanno dunque preso in esame un campione di 1.018 uomini e donne di età compresa tra i 20 e gli 85 anni, tutti senza malattie cardiovascolari, diabete o alti livelli di lipoproteine a bassa densità (il cosiddetto “colesterolo cattivo”).

Il 68% dei partecipanti era composto da uomini, età media 57 anni e indice di massa corporea attorno a 28, ossia in leggero sovrappeso a dispetto di un’attività fisica abbastanza consistente (in media 3 volte alla settimana per almeno 20 minuti). A ognuno è stato sottoposto un questionario per far emergere abitudini alimentari e familiarità con lo sport.

L’analisi statistica ha dato ragione ai consumatori di cioccolata. “Abbiamo osservato che chi aveva mangiato cacao con più frequenza (almeno due volte alla settimana) presentava un valore di Bmi più basso rispetto a chi ne aveva assunta di meno”, ha spiegato ancora  Golomb. In particolare, lo scarto di peso tra chi aveva dichiarato di concedersi cioccolata ben cinque volte in sette giorni e chi mai variava tra i 2,5 e i 3,5 chilogrammi di differenza. A vantaggio dei più golosi.
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Noci e pesce allungano la vita

martedì, marzo 20, 2012 @ 10:03 AM

Vuoi vivere a lungo? Mangia meno carne rossa, infatti il consumo di questa carne aumenta il rischio complessivo di morire, (probabilità complessiva di morte per tutte le cause), in particolare per cancro e malattie cardiovascolari. Viceversa, una dieta che prediliga pesce e carni bianche riduce il rischio complessivo di morte. Il 9,3% e il 7,6% dei decessi rispettivamente per maschi e femmine sarebbe evitabile riducendo le porzioni di carne rossa consumate. Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista Archives of Internal Medicine da An Pan della Harvard School of Public Health di Boston.

I RISCHI DI MORTE - In passato svariati studi avevano documentato che una dieta ricca di carni rosse aumenta il rischio di vari tumori, (colon etc); questo studio prende in esame il rischio di morte complessivo. Gli esperti hanno coinvolto ben 37.698 uomini e 83.644 donne, seguendo il campione per una media di 28 anni e registrato in tutto 23.926 decessi, di cui 5.910 per malattie cardiovascolari e 9.464 per cancro. Attraverso opportuni calcoli hanno stimato che il rischio di mortalità totale aumenta in media del 12% per ogni porzione giornaliera in più di carne rossa, del 13% per tagli di carne non troppo lavorati, del 20% se molto lavorati a livello industriale (per esempio carne in scatola, hamburger etc). Sostituendo una porzione di carne rossa con una di pesce, o con pollame, frutta secca (come noci etc), legumi, latticini magri o cereali integrali riduce il rischio di morte: del 7% con il pesce, del 14% con il pollame, del 19% con la frutta secca, 10% coi legumi, 10% coi latticini magri, 14% con i cereali integrali. «Abbiamo stimato – scrivono – che il 9,3% e il 7,6% dei decessi totali (rispettivamente per maschi e femmine) documentati durante il periodo di monitoraggio di questo studio potevano essere prevenuti se tutti i partecipanti avessero consumato meno di 0,5 porzioni al giorno di carne rossa». (Ansa)